Chi ha detto che l’artigianato artistico non attrae più i giovani e, in generale, chi vuole entrare nel mondo del lavoro? A Viterbo dodici disoccupati – una “squadra” quasi tutta in rosa, visto che undici sono donne – hanno conseguito la qualifica di “operatore della ceramica”, a conclusione di un percorso formativo gratuito di 600 ore, comprensivo di 200 ore di stage nei laboratori artigiani. E dieci di loro stanno già ragionando su progetti mirati a una concreta esperienza lavorativa.

Se dunque l’obiettivo era quello di favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze coerenti con la sfida della salvaguardia e del rilancio dell’arte ceramica, attraverso la creazione di opportunità di occupazione, CNA Sostenibile, società accreditata per la formazione di CNA Viterbo e Civitavecchia, lo ha centrato. Grazie al progetto “Ceramica artistica 4.0”, realizzato con il cofinanziamento Regione Lazio – Unione Europea (Por Fse 2014-2020), che aveva già consentito ad altri dieci disoccupati di ottenere, nel luglio scorso, il certificato di qualificazione professionale in “progettista ceramico 4.0” e ad alcune imprese artigiane del settore di fruire di 40 ore di formazione.

Nessuna sottovalutazione del durissimo impatto della pandemia sui mestieri d’arte. Ma il sistema formativo deve saper fornire gli strumenti per la ripartenza. “E in questo caso il nostro progetto è stato costruito per agevolare il ricambio generazionale e i processi di innovazione e sviluppo con una formazione volta alla trasmissione delle abilità e dei saperi che costituiscono una preziosa eredità dei maestri artigiani e all’apprendimento delle necessarie competenze in campo tecnologico e digitale e nel design”, afferma la responsabile di CNA Sostenibile, Luana Melaragni.

Un progetto, dunque, “su misura” per un territorio, la Tuscia, che ha la ceramica nel Dna, tanto da annoverare le uniche due città del Lazio finora riconosciute “di antica ed affermata tradizione ceramica”, Civita Castellana e Viterbo. “E’ il terzo dedicato all’artigianato artistico, dopo quelli che hanno interessato la lavorazione del ferro e del legno. Anche stavolta – osserva la coordinatrice del progetto Chiara Ciprianetti – abbiamo verificato quanto sia grande la passione che la cultura artigiana suscita e possiamo dire che gli allievi hanno raggiunto un livello elevato di preparazione tecnica ed artistica. Bisogna insistere sulla formazione in questo settore”.

Fondamentale, come sempre, l’aver potuto contare su partner molto qualificati, come il Museo della Ceramica della Tuscia, il FabLab di Lazio Innova e il Liceo Artistico Francesco Orioli di Viterbo. E, ovviamente, sugli artigiani, che hanno collaborato nelle diverse fasi e hanno accolto gli allievi nelle loro botteghe per lo stage.

Di seguito le imprese che hanno aderito al progetto: Percorsi Artistici di Cinzia Chiulli e Daniela Lai Bottega d’Arte a Viterbo; Massimo Bordo a Tarquinia; Anna Cirioni Ceramiche d’Arte e Cliè di Enio De Santis Zingoni a Civita Castellana; Eos Ceramiche di Alla Alessandro a Terracina; Mileto Anna Aloisa, Paolelli Passione Ceramica e Idearte di Giovagnoli Margherita a Roma.

A queste si aggiungono le realtà che hanno ospitato i partecipanti al percorso per “progettista ceramico”: Ceram.Lab. di Biondi Marco e Gabrielli Cristian e Stampi Italia a Civita Castellana; Fiorditerra di Marcello Barlozzini a Tuscania; Bama Bottega Artigiana Maioliche Artistiche dei Fratelli Polacco ad Acquapendente; Papiro Art di Scalzo Lidia Rita a Vetralla.