Per salvare le spiagge della nostra costa dall’erosione del mare è necessario attivarsi con grande rapidità, superando definitivamente la logica degli interventi in emergenza. D’ora in poi serve una programmazione almeno decennale, guidata da una struttura tecnico-scientifica di esperti e dotata di un fondo strutturale che assicuri una disponibilità finanziaria certa”. È la proposta avanzata dal presidente di CNA Ferrara, Davide Bellotti, nel corso di un incontro in teleconferenza con le associazioni imprenditoriali, convocato dall’assessore regionale all’ambiente e alla difesa della costa, Irene Priolo. Obiettivo dell’incontro, individuare un metodo per contrastare l’erosione marina sul litorale comacchiese, che ha un forte impatto ambientale e rischia, se trascurata, di danneggiare gravemente le attività turistiche costiere.

All’incontro, oltre al presidente territoriale, hanno partecipato per CNA anche il direttore provinciale, Diego Benatti, il presidente e la responsabile di CNA Turismo e commercio territoriale, Dario Guidi e Linda Veronese, il responsabile dell’area Delta, Enrico Zappaterra e il portavoce di CNA Balneari Ferrara e imprenditore dei Lidi, Nicola Ghedini.

La situazione, hanno spiegato i rappresentanti di CNA, è molto difficile e, in alcuni punti dei Lidi, quasi compromessa. È assolutamente necessario quindi, prima di tutto, un intervento di estrema urgenza da programmare subito, con l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale, per garantire la prossima stagione turistica che inizierà per molti già a marzo, emergenza sanitaria permettendo.

“Tuttavia, per il futuro, la logica dei bandi emergenziali va assolutamente superata – ha affermato Veronese – Crediamo che i lavori sulla costa non vadano più gestiti tramite continue gare d’appalto, che comportano dapprima delibere di finanziamento, poi tempi lunghi per indire le gare, verificare i concorrenti e assegnare i lavori. Proponiamo, invece, l’attuazione di Accordi quadro pluriennali, in cui sia individuato un gruppo di aziende competenti e in cui vengano accantonati dei fondi e si proceda all’affidamento diretto dei lavori: la gestione diverrebbe così molto più immediata e agevole. Una programmazione solida e pluriennale gestita da una struttura di esperti, che abbia una visione, che riduca il peso degli impedimenti burocratici e che permetterà di intervenire con maggiore tempestività ed efficacia”.

Il portavoce dei Balneari di CNA ha esortato la Regione ad accogliere le proposte dell’associazione: “è necessario un cambio di passo nelle politiche di tutela della costa. Altrimenti rimarrà una sola possibilità: spostare indietro gli ombrelloni e le altre strutture, riducendo lo spazio a disposizione delle attività turistiche. Vi lascio immaginare con quali conseguenze economiche”.

L’assessore Priolo ha spiegato che la Regione, su questo tema, si sta muovendo su tre versanti. Il primo riguarda la definizione di un approccio che inserisca i problemi specifici della costa comacchiese in una strategia integrata, che riguardi tutto il litorale dell’Emilia Romagna. Il secondo versante riguarda l’impegno della Regione a far rientrare questa strategia nell’ambito del Recovery Plan. Infine, l’assessore ha affermato che sono comunque necessari interventi di breve periodo sulla costa ferrarese, ma da questi interventi è necessario prendere le mosse per operazioni di più ampio respiro programmate su più anni.

La linea della programmazione su più annualità invocata da CNA è stata confermata anche dall’ingegnere Alceste Zecchi, responsabile della sede operativa per Ferrara dell’Agenzia Regionale per la difesa del territorio. La Regione, ha spiegato Zecchi, ha già programmato stanziamenti sulla manutenzione della costa, con fondi regionali, fino al 2023.

L’incontro si svolgerà nuovamente, a distanza di due mesi, per fare nuovamente il punto sullo stato di avanzamento dei lavori.