Azzerare per il 2021 l’intero importo della Tari per pubblici esercizi, strutture ricettive, cinema, teatri, circoli ricreativi, associazioni e strutture sportive comprese le palestre e annullarlo almeno per il periodo di chiusura delle attività con codici Ateco chiusi in zona rossa come parrucchieri ed estetisti.

È quanto richiede CNA Firenze a Palazzo Vecchio invitandolo a seguire quanto messo in campo da altri Comuni, come Empoli.

“Sappiamo bene che da sola questa misura non basta, ma costituirebbe un segnale di attenzione della pubblica amministrazione nei confronti di tutte quelle attività alle prese con la crisi legata al Covid. In un momento così complesso sentire la vicinanza di chi guida la città è importante. Incassi fortemente contratti, quando non annullati e costi fissi che corrono ugualmente: un’azione così sulla tariffa sui rifiuti consentirebbe di risparmiare risorse da poter destinare alla ripartenza delle attività”, spiega Fabrizio Cecconi, direttore generale di CNA Firenze.

Se complessivamente le imprese fiorentine hanno tenuto (quelle attive sono “solo” lo 0,3% in meno di quelle del 2019), diverso è il caso dell’artigianato che ha lasciato sul campo l’1% delle sue attività.

A preoccupare CNA è però la débâcle della voglia di fare impresa: le nuove imprese del 2020 sono infatti quasi il 22% in meno di quelle nate nel 2019, percentuale che arriva al 25% per l’artigianato.

“In attesa di un provvedimento veramente efficace da parte del Governo – prosegue Cecconi – il sostegno della politica locale e regionale diventa quanto mai strategico”.

Infatti, le risorse previste dal Decreto Sostegni sono insufficienti. Sono stati superati i codici Ateco – spiga il direttore generale – ma la soglia del 30% del calo di fatturato è una tagliola inaccettabile che esclude oltre il 60% delle imprese: con una contrazione dei ricavi del 29,9% non si riceve nemmeno un euro di contributo. Abbiamo proposto un meccanismo di decalage degli indennizzi. Governo e Parlamento devono correggere questa ingiustizia”.

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