Che mondo sarebbe se lo Stato fosse puntuale nei pagamenti come artigiani e micro imprese? Mentre l’Italia finisce sul banco degli imputati dopo la decisione della Commissione Europea di deferire il nostro Paese alla Corte di giustizia UE a causa del sistematico ritardo con cui le amministrazioni pubbliche italiane effettuano i pagamenti nelle transazioni commerciali, le micro imprese della Penisola sono le più virtuose nel rispettare i termini di pagamento.

La fotografia scattata dallo Studio pagamenti 2019 di Cribis non lascia dubbi. Nella classifica per dimensione di impresa, eccellono le micro, con il 36,7% di pagamenti alla scadenza, a seguire, le piccole con il 33,7%, le medie con il 24, 2% e le grandi con il 12,2%. Insomma le micro imprese pagano con puntualità in un caso su tre mentre le grandi una su oltre otto volte.

Dallo studio emerge inoltre che il gruppo merceologico più puntuale è quello dei servizi finanziari (44%), seguito dal manifatturiero (40,7%) e da quello delle costruzioni (38,3%). Il commercio al dettaglio è quello con la situazione più critica, con il 16,7% delle imprese che presenta un’incidenza di ritardi gravi. I ritardi superiori ai 30 giorni sono diffusi anche nel settore rurale, caccia e pesca (11,9%), dei servizi (9,9%), trasporti e distribuzione (9,4%).

Secondo l’analisi, lo scorso anno le imprese che pagano entro 30 giorni sono aumentate del 3,2%, mentre quelle puntuali sono diminuite del 2,2%. Nonostante dal 2010 a oggi siano quasi raddoppiate le aziende che pagano con forte ritardo, nel 2019 il loro numero è diminuito dell’8,2% rispetto all’anno precedente. Insomma, sembra esserci un’inversione di tendenza positiva anche se al Sud e nelle Isole la situazione è ancora complessa: le imprese incontrano maggiori difficoltà, con solo il 21,8% di pagamenti regolari.

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