È giunto alla ventunesima edizione il “Rapporto sul mercato del lavoro e contrattazione collettiva” del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel).  Quest’anno, alla presentazione avvenuta davanti al ministro Nunzia Catalfo ed ai rappresentanti dell’Ocse e della Commissione Europea, ha partecipato anche una delegazione della CNA.

L’analisi riportata nel documento è frutto del dialogo interistituzionale avviato da alcuni anni con le principali istituzioni competenti sul tema. I dati utilizzati nel rapporto sono aggiornati al secondo trimestre 2019 e tratti da fonti istituzionali e di statistica ufficiale.

Il documento affronta i principali temi e i fenomeni sull’occupazione suddivisi in 3 sezioni: i lavori, le politiche del lavoro e le relazioni industriali. In quest’ultima sezione, per la prima volta, è presente una parte dedicata al “Sistema di rappresentanza e di contrattazione dell’artigianato”.

Come messo in luce durante la presentazione del Rapporto, questa sezione pone una specifica attenzione al sistema della bilateralità e al modello contrattuale, due fattori fondamentali, che devono essere valorizzati negli attuali dibattiti, in quanto manifestano la capacità del nostro settore di anticipare e dare risposta alle esigenze provenienti dal mercato del lavoro.

Il Rapporto diventa un’occasione per riflettere sul tema delle carenze strutturali dell’economia italiana, nel tentativo di individuare possibili leve strategiche per ricondurre il Paese su un percorso di crescita. Le priorità, individuate dal Cnel, per risolvere il problema della scarsa produttività e della domanda interna insufficiente, risultano essere una revisione del sistema di formazione scolastico e professionale, l’investimento nelle nuove tecnologie, il sostegno all’occupazione giovanile.

Altri aspetti importanti, sottolineati nel documento sono: l’adozione di politiche aziendali di age management, il rinnovo dei Ccnl, l’attivazione di meccanismi di reinserimento lavorativo.

Il Rapporto fotografa un Paese caratterizzato da segnali di ripresa ancora deboli, con una competitività che fatica a crescere e nel quale il capitale umano resta il punto nevralgico sul quale investire, sia in termini di istruzione e formazione, sia in termini di contrattazione.

Per questo motivo, rafforzare il sistema delle relazioni sindacali è un passaggio di vitale importanza, non soltanto per contrastare il fenomeno della contrattazione pirata, ma anche per raggiungere gli obiettivi di produttività e di competitività non più rimandabili.