L’imposta sul reddito delle persone fisiche, nota con l’acronimo IRPEF, è un’imposta diretta e personale, oggi regolata dal testo unico delle imposte sui redditi del 1986.

Su questa imposta si è soffermata DiMartedì, trasmissione di La7 condotta da Giovanni Floris, che tratta settimanalmente temi di politica e attualità.

Alla domanda ‘Saprebbe dirmi che aliquota Irpef paga?’ le risposte degli intervistati sono state tutte molto vaghe. Da un ‘ci pensa il commercialista’, all’interrogativo ‘sopra il 23%?’ passando per un dubbioso ‘ non lo so ma comunque alta’.

Insomma, a sapere che IRPEF pagano sul proprio reddito sono in pochi e sono ancora meno coloro che hanno idea di quale sia l’aliquota effettiva. Grazie infatti agli sconti a cui si ha diritto questa tassa scende. Come?

Ce lo ha illustrato Claudio Carpentieri, responsabile del Dipartimento Politiche Fiscali CNA.

Ad esempio, in una famiglia in cui entrambi i coniugi dichiarano complessivamente 48mila euro di reddito e hanno due figli a carico l’irpef nominale complessiva sarebbe di 11.700 euro. Considerando le detrazioni del lavoro, quelle per i figli a carico e per gli oneri, si passerebbe a un’irpef dovuta di 3.800 euro.

In effetti grazie alle agevolazioni si paga, non il 23% di irpef ma una aliquota media reale del 5,2%. Sul secondo scaglione di reddito non il 27% ma il 14%. Sul terzo non il 38% ma il 21% e via dicendo. Insomma, una bella differenza. Questo perché Irpef e detrazioni sono legate a doppio filo. Per riformare la prima, come annunciato, il Governo potrebbe intervenire anche sulle seconde, le detrazioni appunto. Facile a dirsi.

Occorre però – incalza Carpentieri, stare attenti nell’agire sulle detrazioni fiscali perché queste agiscono in modo più pesante sui redditi bassi.

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