Riprendono i piccoli appalti pubblici, a fronte di un crollo delle maxi-gare. Il primo trimestre dell’anno mostra una dinamica a doppia velocità per il mercato dei bandi di gara di lavori pubblici in Sardegna. Con 195 gare pubblicate la domanda si mantiene sugli stessi livelli del trimestre corrispondente del 2020, mentre in termini economici, con appena 87 milioni risulta molto lontana la capacità di spesa espressa un anno prima (417 milioni). In base all’ultima rilevazione del Centro Studi della CNA Sardegna, il tratto determinante del mercato in questo primo scorcio del 2021 è infatti una importante ripresa di tutti i lavori di importo medio-piccolo, tra 150mila euro e un milione, a fronte di una generale contrazione dei tagli più grandi, che erano stati invece la forza trainante del mercato nel corso del 2020.

“Il primo trimestre 2021 segna una crescita dei piccoli bandi e una flessione importante delle maxi-gare che hanno caratterizzato gli anni precedenti – commentano il segretario CNA regionale e il presidente regionale di CNA Costruzioni, Francesco Porcu e Antonello Mascia – Siamo di fronte ad una pausa di riflessione del mercato che nei prossimi mesi dovrebbe trovare nuova linfa alimentata dai  programmi di rilancio delle opere infrastrutturali, di riqualificazione e rigenerazione urbana che se sostenuti dai processi di semplificazione normativa promessi dal legislatore già dai prossimi mesi rilanceranno il mercato”.

La dimensione degli appalti

La rilevazione della CNA sarda evidenzia una netta segmentazione del mercato: i bandi di gara per lavori di importo inferiore a un milione sono 161 e la relativa cifra d’affari è pari a 42 milioni (con una crescita rispettivamente del 12% e 30% rispetto al primo trimestre 2020). Il dato positivo per la tipologia dei piccoli appalti risulta anche più importante al netto dei micro-appalti sotto i 150 mila euro, che scendono sensibilmente da 71 a 59, per un valore a base di gara attestato su 5 milioni sia nel 2021 che nel 2020. Sopra la soglia di un milione, il mercato regionale mostra invece elementi di forte debolezza: le opportunità si sono dimezzate (da 32 a 16) e il relativo importo complessivo a base di gara è crollato da 384 a 45 milioni. Nel corso del 2021 sono infatti del tutto assenti le maxi gare che avevano caratterizzato l’attività appaltista in regione lo scorso anno. Solo una gara supera la soglia dei 5 milioni (il project financing promosso dal Comune di Villasimius per l’affidamento della progettazione, realizzazione e gestione di un impianto per il trattamento e recupero di rifiuti ingombranti, compresa la gestione dell’impianto di compostaggio esistente). Nello stesso periodo del 2020 le maxi-gare erano state 6, e di queste tre superavano la soglia dei 50 milioni.

I Committenti

L’ANAS ha mandato in gara complessivamente 32 gare, un risultato importante, se si considera che in tutto il 2020 ne aveva promosse 34. I relativi livelli di spesa sono però molto modesti, pari a 12,7 milioni di euro: nell’anno in corso l’attività dell’ente è concentrata soprattutto su micro-appalti di importo medio inferiore a 400 mila euro, relativi alla manutenzione ordinaria della rete esistente, dopo un 2020 in cui erano stati promossi importanti interventi per l’adeguamento strutturale e la manutenzione straordinaria dell’infrastruttura viaria regionale.

Per quanto riguarda gli enti territoriali, il bilancio complessivo, come si è detto, è tutto negativo: il numero delle gare si riduce del 15% ma è soprattutto la spesa a registrare un fortissimo ridimensionamento rispetto ai livelli del primo trimestre 2020, passando da 375 a 74 milioni. Se il calo numerico è da attribuire soprattutto all’attività dei Municipi (-27%), la flessione della spesa riguarda principalmente le aziende speciali, passate da 311 milioni a meno di 2 nel primo trimestre dell’anno in corso. Trimestre tutto positivo invece per le province, attive con 19 gare promosse per un importo a base di gara pari a 8 milioni.

Il risultato nazionale

Con il calo della spesa prossimo all’80%, la Sardegna si colloca in ultima posizione nella classifica nazionale per dinamica degli importi in gara nel primo trimestre 2021. Sono poche le regioni ad aver registrato un saldo positivo dell’indicatore economico, e tra queste solo due grandi regioni, il Lazio e il Piemonte, poi la Liguria.

Numerose le regioni con indicatore in calo, con i tassi negativi più importanti in Umbria, Friuli Venezia-Giulia, Liguria e Calabria. Poche le regioni con numero di gare in aumento, tra cui una sola grande regione, l’Emilia-Romagna, e poi Valle d’Aosta e trentino al Nord, e Basilicata al sud. La media nazionale si attesta sul -12,7% in termini numerici, a fronte di una sostanziale stagnazione della spesa.