Il turismo è una risorsa preziosa per l’Italia ma le misure di contenimento del Coronavirus l’hanno messo in ginocchio.

 

Nel 2019 le strutture ricettive del nostro Paese avevano registrato oltre 130milioni di arrivi, di cui quasi la metà erano provenienti dall’estero. Cifre che avevano messo l’Italia al secondo posto in Europa per visitatori stranieri, dietro alla sola Spagna. Quest’anno, però, la situazione è ben diversa.

 

I mesi primaverili, che di norma portano circa un quinto degli arrivi, sono stati azzerati. Il fatturato complessivo del primo semestre, calcola la CNA, sarà ridotto del 73%.

 

Per tentare di arginare il crollo il Governo ha stanziato nel Decreto Rilancio 4 miliardi di euro destinati al sostegno del turismo divisi per: aiuti a fondo perduto per agenzie di viaggio, tour operator, e altre piccole imprese del settore che hanno perso grosse fette di fatturato; stop a prima rata Imu per strutture ricettive e stabilimenti balneari; cassa integrazione in deroga e stop licenziamenti per cinque mesi. E poi, ci sono i bonus vacanze. Crediti d’imposta per le famiglie con reddito fino a 40mila euro da spendere in soggiorni in Italia entro la fine dell’anno. La vera incognita, però, sarà la voglia di viaggiare.