Una banca dati anti-burocrazia, condivisa dalle 553 stazioni appaltanti pubbliche dell’Alto Adige, nella quale le micro, piccole e medie imprese possano inserire autonomamente quei 10-15 documenti necessari per tutti gli appalti, aggiornandoli ogni sei mesi. In questo modo, ciascuna impresa eviterebbe di produrre la stessa documentazione a tutte le stazioni appaltanti ogni qual volta partecipa ad una gara pubblica, riducendo la burocrazia improduttiva. È una delle proposte presentate dalle aziende dei settori costruzioni e installazione e impianti della CNA-SHV all’assessore provinciale all’edilizia, agli appalti pubblici e patrimonio, Massimo Bessone, e al dirigente del Dipartimento edilizia, Paolo Montagner, nel corso dell’incontro “Appalti pubblici della Provincia: nuove opportunità di lavoro per le imprese”.

La proposta ha trovato il parere favorevole dell’assessore e del dirigente che hanno assicurato la loro volontà di approfondire la fattibilità dello strumento, già ribattezzato dagli imprenditori artigiani DUDA (Documento Unico Dell’Artigiano).
“Le piccole imprese hanno bisogno di appalti suddivisi in piccoli lotti, oppure subappalti con garanzia di pagamento diretto, per non venire stritolati dalle capogruppo che hanno spesso enormi ritardi nei saldi anche a causa di ribassi eccessivi per ottenere i lavori – ha evidenziato il presidente di CNA-SHV,Claudio Corrarati – Burocrazia, celerità nei pagamenti e prezziari adeguati alla realtà sono i presupposti per dare lavoro alle imprese locali, che a loro volta devono superare i personalismi, presentarsi sotto forma di reti d’impresa ed elevare qualità e professionalità agli standard richiesti”.
Nel corso dell’incontro l’assessore Bessone ha presentato il piano triennale delle opere pubbliche, evidenziando la sua propensione per gli appalti a chilometro zero che valorizzino e diano lavoro alle imprese locali. In ballo ci sono 26,7 milioni per il 2020, 46,6 milioni per il 2021 e 59,9 milioni per il 2022. Il 32% delle risorse è destinato all’edilizia scolastica, poi musei, riqualificazione delle aree militari e sociali. Molta attenzione sarà dedicata alle manutenzioni del patrimonio edile esistente.
Il direttore di Dipartimento Edilizia Montagner si è invece soffermato sul nuovo modello BIM (Building Information Modeling) che tra il 2023 e il 2025 sostituirà l’attuale progettazione delle opere, coinvolgendo anche le imprese in percorsi digitali che richiedono hardware, software e personale qualificato.
Proprio dal necessario percorso di digitalizzazione delle aziende partono le proposte di CNA-SHV e degli associati dell’edilizia e degli impianti: “Ci impegniamo a formare le Pmi – ha affermato Corrarati – attraverso un percorso che distingua l’essere imprenditore dal fare l’imprenditore. Pagamenti celeri, tutela dei subappaltatori, verifiche sui ribassi eccessivi, confronto preventivo sulle progettazioni e sull’esecuzione, riduzione della burocrazia attraverso un’apposita banca dati condivisa sono le proposte che consegniamo alla Provincia”. I temi in discussione verranno approfonditi in successivi tavoli di confronto tra imprese e Amministrazione.