Com’è fare impresa ai tempi del Covid? In otto mesi la pandemia ha profondamente cambiato le nostre abitudini e ha rivoluzionato il modo di fare impresa. Per questo CNA Cesena Val Savio ha deciso di dedicare la propria assemblea annuale ad una riflessione sul futuro prossimo che attende il tessuto produttivo locale.

Nel corso dell’assemblea, in programma giovedì 19 novembre 2020 alle ore 20.30 in modalità online, saranno analizzati i dati dell’osservatorio CNA sui principali comparti produttivi. All’incontro parteciperanno, il presidente dell’Unione Valle Savio, Enzo Lattuca, la vicepresidente dell’Unione Valle Savio, Monica Rossi, e il presidente di CNA Cesena Val Savio, Sandro Siboni.

Dai dati dell’osservatorio CNA emerge un 2020 partito bene, con fatturati che, nel primo bimestre, marcano un miglioramento rispetto ai dati del 2019. Fra questi spicca il +65% del comparto installazione impianti, il +18% delle costruzioni e i dati positivi di produzione (+13) e trasporti (+10). A marzo, all’inizio della pandemia, alcuni settori mostrano già importanti riduzioni di fatturato rispetto al 2019,  ”ma è aprile il mese più buio dove tutti i settori analizzati crollano – commenta il presidente di CNA Cesena Val Savio – Fra i comparti maggiormente in sofferenza il settore moda. Il migliore è il comparto trasporti (-32%), il peggiore benessere/sanità (-98%). Il mese di maggio vede la ripresa in tutti i settori produttivi che progressivamente tornano ai livelli dei fatturati precedenti, seppure in tempi diversi a seconda dei settori: a partire da produzione, trasporti e servizi alla persona (maggio); continuando con benessere/sanità e alimentare (giugno); installazione impianti (luglio) e infine costruzioni (agosto). Solo il comparto moda rimane per tutto il periodo osservato al di sotto del fatturato dell’anno precedente”.

“Anche il ricorso agli ammortizzatori sociali – continua il responsabile di CNA Cesena Val Savio, Piergiorgio Matassoni – marca in maniera pesante la crisi di tutto il tessuto produttivo locale con picchi del +900% nel trimestre aprile/giugno. Ancora a settembre il ricorso a forme di sostegno è fortemente utilizzato (+380%). La pandemia ci ha posto di fronte a problemi che come tessuto produttivo e ancor più come società civile non eravamo pronti a raccogliere – conclude Matassoni – tanti sono i dubbi e ancora di più i timori. Queste esperienze stanno mutando il mondo e anche le nostre imprese devono intraprendere il difficile percorso del cambiamento. Solo dal confronto aperto e consapevole fra tutti gli attori del settore può partire la ripresa”.