Siamo agli albori di una trasformazione epocale della mobilità: un processo che durerà anni e i cui impatti a cascata coinvolgeranno tutti noi. Per tante persone la mobilità elettrica è ancora un mondo lontano, quasi futuristico. La verità è che la mobilità elettrica è già la mobilità del presente. L’immissione sul mercato dei veicoli elettrici comporterà nuove abitudini, nuove strutture, nuove esigenze. Maggiore efficienza energetica, sostenibilità ambientale e urbana, sicurezza, accessibilità, connettività e multi-modalità. Una rivoluzione tecnologica e culturale che cambierà il futuro degli spostamenti e trasformerà le nostre città. Così come le automobili hanno mandato in pensione le carrozze a cavalli, oggi l’invasione dell’elettronica sul mondo dell’automotive manderà in pensione il nostro modo di vivere e di muoverci.

C’è quindi da gestire una fase di transizione e, come è sempre avvenuto, un brusco cambiamento può causare danni collaterali e purtroppo anche lasciare vittime sul terreno. In questo caso, però, la potenziale vittima è la nostra industria dell’automotive, una filiera complessa con un peso non indifferente in termini di PIL e occupazione per il nostro Paese. I numeri del settore sono, infatti, significativi: l’automotive rappresenta il 5,6% del PIL, tutto il comparto della componentistica genera un fatturato di 46,5 miliardi di euro impiegando 156 mila addetti.

Siamo, quindi, chiamati come associazione di rappresentanza ad accompagnare le aziende verso la transizione. Come cambierà la progettazione dell’auto? Cosa cambierà nella composizione dell’automobile?

“Come CNA, associazione di rappresentanza della complessa filiera industriale che ruota intorno al settore automotive, abbiamo ritenuto opportuno aprire una riflessione sul tema ” afferma Roberto Zani, presidente di CNA Produzione.  “Si tende, infatti, spesso ad associare la mobilità sostenibile al solo tema ambientale e del risparmio del carburante. Quello che vogliamo sottolineare è, invece, la valenza industriale altamente tecnologica legata alla filiera complessiva che si muove intorno all’industria automobilistica”.

Questo è il focus del convegno del 5 novembre all’auditorium CNA: quale futuro per le imprese dell’automotive? Che riconversione aziendale sono chiamate ad affrontare le aziende nei prossimi anni? Sarà l’elettrico a prevalere? Sarà l’idrogeno oppure vinceranno altre tipologie di propulsione? Che tipo di strategie aziendali sarà necessario definire? Quale formazione e che tipologie di investimenti sarà necessario intraprendere?

Punto di partenza è l’analisi di McKinsey relativa all’impatto provocato dell’elettrificazione e della digitalizzazione sull’industria dell’auto e della componentistica europea e italiana. Come le università e il mondo della ricerca si stanno muovendo sul tema? Tra le più sensibili al tema: il Politecnico di Torino con la testimonianza di Giovanni Belingardi, professore ordinario di progettazione meccanica e costruzione di macchine e l’Università di Modena e Reggio Emilia con Giovanni Franceschini, professore ordinario di convertitori macchine e azionamenti elettrici.

E la variante idrogeno? Stefano Ranuzzini, dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile parlerà della variante idrogeno come driver chiave verso la sostenibilità: un gas gas, incolore e inodore, che dal punto di vista energetico è energetico sicuro, pulito e sostenibile per tutti i consumatori.

E allora le grandi case automobilistiche come si stanno orientando? Parola a FCA Italy: quale strategia la più grande casa automobilistica italiana sta portando avanti sulla mobilità del futuro? Quale impatto avrà su tutta la filiera della componentistica?

Ma come le imprese CNA si stanno già interrogando e orientando? Da chi produce filtri, a chi progetta sistemi di automazione, a chi opera nel campo della motoristica elettrica e dei sistemi di frenaggio e di supporto e controllo dei veicoli: le testimonianze di chi punta sull’innovazione, sulla sinergia con il mondo della ricerca ed è pronto a mettersi in gioco e puntare sul futuro.

Infine l’appello di CNA al Governo, nella persona del Sottosegretario Gian Paolo Manzella: è necessario che il Paese si doti di politiche con una visione strategica che spingano verso il futuro le tante piccole realtà positive della nostra filiera industriale. Per valorizzare le opportunità di modernizzazione dell’intero Paese l’Italia deve affermare la sua posizione di leadership attraverso una visione di sviluppo nazionale in materia di mobilità sostenibile a 360° coinvolgendo tutti gli attori, senza dimenticare il settore altamente tecnologico della componentistica.