La CNA risponde alla chiamata dell’Europa. Il comune di Monte Urano ha risposto a una call della Comunità europea sulla possibilità di creare un marchio Igp per i prodotti non alimentari, suggerendo il riconoscimento dell’Igp per il distretto calzaturiero del fermano-maceratese e i suoi prodotti.

È in questa area che si producono le migliori calzature, grazie soprattutto alle piccole e medie imprese e a una tradizione artigianale antica che raggiunge livelli qualitativi altissimi nati dalla conoscenza del saper fare.

Un settore che nasce dalle prime botteghe artigiane del 1400, specializzate nella produzione delle “chiochiere”, pantofole. L’attività artigianale vede un’espansione agli inizi del ‘900, per poi svilupparsi negli anni ’60, fino a diventare l’economia trainante negli anni ’80.

Il marchio Igp rappresenta una possibilità per proteggere la ricchezza della manifattura locale e per far diventare attrattivi gli investitori internazionali e che potrebbe invertire la crisi che da anni logora il distretto calzaturiero, aggravata ancora di più da una pandemia mondiale che ne ha esasperato la drammaticità. Un percorso lungo e in salita che vede però il sostegno della CNA e che dovrà coinvolgere tutti i comuni dell’area. Purtroppo l’iter non solo è lungo, e con la pandemia ha visto un ulteriore rallentamento, ma vede anche l’opposizione di grandi gruppi economici, che nella costituzione del marchio Igp vedono un’interferenza nei loro interessi. Ma se la Commissione accoglierà la proposta, dopo la fase di consultazione pubblica che potrebbe chiudersi a maggio, si passerà a legiferare ed entro fine anno si potrebbe arrivare ad avere una legge ad hoc e quindi il riconoscimento Igp per il distretto calzaturiero fermano-maceratese.

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