prestiti decreto liquidità

La circolare dell’Abi

Il meccanismo di garanzie statali che dovrebbe smuovere, secondo le intenzioni del governo, 400 miliardi di euro di finanziamenti per assicurare liquidità alle imprese messe in ginocchio dall’emergenza coronavirus è stato pubblicato questa notte in Gazzetta Ufficiale. Quarantaquattro articoli che anticipano quello che sarà il vero decreto di aprile e che verrà varato entro la metà del mese.

Il decreto liquidità prevede prestiti agevolati alle imprese, coperti da garanzie esterne: il Fondo di garanzia per le Pmi (per le aziende più piccole, fino a 499 dipendenti) e Sace per le società più grandi.

In attesa dell’autorizzazione della Ue, ma vista l’estrema necessità e l’urgenza di darne immediata applicazione da parte delle banche, l’Abi ha spiegato ai propri associati «le principali disposizioni», come si legge nella circolare firmata dal presidente Antonio Patuelli, dal direttore generale Giovanni Sabatini e dal vice direttore generale Gianfranco Torriero.

Scarica qui la Circolare ABI

Le aziende che possono beneficiare dei finanziamenti

L’impegno finanziario è di 200 miliardi di euro destinati alle imprese di qualsiasi dimensione, indipendentemente dal settore di attività e dalla forma giuridica. Per le Pmi, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti titolari di partita Iva sono assicurati aiuti per almeno 30 miliardi di euro.

L’impresa beneficiaria deve rispondere a queste caratteristiche:

1) alla data del 31 dicembre 2019, non deve essere stata classificata nella categoria delle imprese in difficoltà;

2) alla data del 29 febbraio 2020, non deve avere nei confronti del settore bancario esposizioni deteriorate, secondo la definizione della normativa europea;

3) l’impresa che beneficia della garanzia, inoltre, deve assumere l’impegno (per sé e per ogni altra impresa che faccia parte del medesimo gruppo a cui essa appartiene) di non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel 2020;

4) di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

Quali sono i finanziamenti ammissibili

I finanziamenti coperti dalla garanzia Sace sono quelli erogati entro il 31 dicembre 2020, con durata non superiore ai 6 anni (le imprese hanno la facoltà di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi).

Il finanziamento assistito da garanzia non può superare il maggiore tra i seguenti importi:

* 25% del fatturato 2019, come risultante dal bilancio approvato ovvero dalla dichiarazione fiscale;

* il doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019, come risultanti dal bilancio ovvero dai dati certificati se l’impresa non ha ancora approvato il bilancio.

A cosa devono essere destinati i finanziamenti

Il finanziamento coperto dalla garanzia deve essere destinato dalle imprese a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante. Gli stabilimenti e le attività imprenditoriali devono essere localizzati in Italia.

Le commissioni

Le commissioni «devono essere limitate al recupero dei costi e il costo del finanziamento coperto dalla garanzia deve essere inferiore al costo che sarebbe stato richiesto dalla banca per operazioni con le medesime caratteristiche ma prive della garanzia». Inoltre, il minor costo dei finanziamenti coperti dalla garanzia deve essere almeno uguale alla differenza tra il costo che sarebbe stato richiesto dalla Banca per operazioni con le medesime caratteristiche ma prive della garanzia ed il costo effettivamente applicato all’impresa.

Le percentuali di copertura

Nella circolare di palazzo Altieri viene poi spiegato che per individuare il limite di importo garantito e della relativa percentuale di copertura «si fa riferimento al valore – comunicato dall’impresa alla banca – del fatturato in Italia e dei costi del personale sostenuti in Italia da parte dell’impresa ovvero su base consolidata qualora l’impresa appartenga ad un gruppo».

Abi schematizza la percentuale massima di garanzia in questo modo:

1) 90% dell’importo del finanziamento per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro;

2) 80% dell’importo del finanziamento per imprese con valore del fatturato tra 1,5 miliardi e 5 miliardi di euro o con più di 5000 dipendenti in Italia;

3) 70% per le imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi.

La procedura “semplificata” per la garanzia

Per il rilascio della garanzia è prevista una procedura “semplificata” per le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e con un ammontare del fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro. Per le imprese con fatturato e dipendenti superiori, il rilascio della copertura è decisa con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze (che può elevare la percentuale di copertura), sentito il Ministro dello sviluppo economico, sulla base dell’istruttoria Sace.

Il no ai dividendi

Riguardo ai finanziamenti coperti da garanzia Sace, l’Abi chiarisce alle associate che l’impresa che beneficia della garanzia «deve assumere l’impegno per sé e per ogni altra impresa che faccia parte del medesimo gruppo a cui essa appartiene, di non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel 2020 e di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali».

I tassi di interesse

Le banche possono applicare ai finanziamenti che godono della garanzia del Fondo centrale per le Pmi «un tasso di interesse, nel caso di garanzia diretta o un premio complessivo di garanzia, nel caso di riassicurazione, che tiene conto della sola copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell’operazione finanziaria», come indica l’Abi nella circolare, che chiarisce che il tasso in ogni caso non deve essere «superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il Cds banche (credit default swap) a 5 anni e il Cds Italia a 5 anni maggiorato dello 0,2 per cento».

Il rilascio della garanzia «è automatico e gratuito, senza alcuna valutazione da parte del Fondo. La Banca potrà pertanto erogare il finanziamento con la sola verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del Fondo medesimo».

Come funziona

In estrema sintesi, la procedura prevede che l’impresa faccia domanda direttamente alla banca per un finanziamento con garanzia dello Stato. La banca (o altro soggetto abilitato al credito) verifica i criteri e se l’esito è positivo inserisce la richiesta nel portale online di Sace. E’ Sace a processare la richiesta e ad assegnare un codice unico identificativo ed emette la garanzia. A questo punto, la banca eroga il finanziamento richiesto.

Per quanto riguarda il Fondo di garanzia, invece, diretto soprattutto alle Pmi, nel caso di prestiti fino a 25 mila euro non ci sarà valutazione del merito di credito del soggetto richiedente. Diversamente, i prestiti al 90% (anche nel caso di un +10% Confidi), la banca farà un’istruttoria semplificata per valutare la struttura economica-finanziaria dell’azienda.

(articolo di Massimiliano Jattoni Dall’Asén tratto da Corriere.it)