L’analisi delle contabilità di 12mila imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro evidenzia che l’80% delle imprese della manifattura e dei servizi ha registrato una perdita media del fatturato del 27% rispetto al 2019. A patire maggiormente la perdita di fatturato sono stati proprio i settori del turismo e della ristorazione, che più di altri hanno dovuto fare i conti con le misure di distanziamento imposte dal legislatore per limitare la diffusione della pandemia. Tutte le attività legate al turismo come il trasporto persone, l’alloggio e la ristorazione hanno perso in media da un terzo a più del 60% del fatturato.

Dopo una attenta analisi dei dati, sulla base delle elaborazioni del Centro Studi CNA, l’unione Agroalimentare nazionale insieme ad una delegazione di CNA Agroalimentare Toscana ha incontrato nella giornata di ieri l’On Martina Nardi, presidente della X Commissione, Attività produttive, commercio e turismo per presentare alcune possibili linee d’azione.

Le priorità espresse da CNA Agroalimentare sono senza dubbio: la riapertura in sicurezza delle attività di ristorazione con l’allungamento degli orari e la rapida definizione di una road map per far ripartire il settore eventi che rischia di veder andare in fumo quasi due anni di fatturato; la possibilità per le attività di ristorazione nelle zone gialle di riprendere l’attività serale fino alle 23 prevedendo il vincolo di consumo al tavolo, l’accesso al locale entro le 21 e l’obbligo di prenotazione.

Durante l’incontro sono state ribadite le proposte già espresse nell’accorato appello al Governo degli scorsi giorni in cui è stata messa in evidenza la situazione del comparto eventi, il quale urge di un confronto al più presto. La ripartenza delle cerimonie civili e religiose, in primis, è uno dei tasselli.

All’On. Nardi è stata sottolineata, oltre alla necessità di una rapida attuazione dei decreti e all’esigenza di ristori adeguati, sui quali con forza abbiamo fatto sentire fin dall’inizio la nostra voce, l’importanza della salvaguardia di tutta la filiera agroalimentare, che include fornitori i cui flussi di pagamento sono pericolosamente bloccati. Sarebbe indispensabile standardizzare una certificazione del credito al 31 dicembre 2020 e facilitare il pagamento di tali fornitori permettendo ai ristoranti di detrarre dalle “tasse” almeno il 50% dei debiti sanati.

Infine, ma non meno importante, per facilitare la ripartenza dei ristoranti e del settore turistico sarebbe auspicabile permettere la generazione di un credito d’imposta per i privati pari ad una piccola aliquota (es. 10%) di quanto pagato. Tale meccanismo, sarebbe attuabile con un semplice lettore di tessera sanitario collegato ad un sistema gestionale nazionale come si fa quando vogliamo detrarre delle spese effettuate in farmacia.

L’on. Nardi ha definito molto interessanti le proposte di CNA Agroalimentare come quella che riguarda il credito d’imposta e ha affermato che è stato fatto tesoro delle richieste già presentate come la rimozione del codice ateco, quale parametro di riferimento sulle perdite di fatturato. La presidente della X Commissione, Attività produttive, commercio e turismo ha poi aggiunto che si intendono evitare “false ripartenze” e che la ripresa dell’attività lavorativa deve essere definitiva affinchè gli imprenditori possano riprogrammare le attività.

CNA Agroalimentare valuta positivamente l’incontro e apprezza la volontà di definire una strada chiara e una programmazione per le imprese per i prossimi anni dando garanzia di continuità, lavorando sulla riduzione della tassazione a tutti i livelli, in particolare quel tipo di imposte che gravano sulle imprese che sono rimaste chiuse o hanno avuto importanti cali di fatturato.

Clicca qui per leggere le altre notizie della categoria.